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sabato 27 novembre 2010

Dai il meglio di te...

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE

(Madre Teresa di Calcutta) 

sabato 20 novembre 2010

ERBARIO : LA PITAHAYA

La Pitahaya è una pianta della famiglia delle Cactaceae, e il suo genere è denominato Hylocereus . Ne esistono diverse specie, come la Pitahaya rossa (Hylocereus undatus) e la Pitahaya gialla (Hylocereus megalanthus) . Il clima in cui cresce è quello tropicale arido, non sopporta le temperature vicine o sotto lo zero. Vegeta bene in luoghi luminosi. Raggiunge anche i 10 m di altezza nelle foreste tropicali di cui è originaria. Cresce in America centrale, nelle aree settentrionali del sud America, ed è coltivata anche in Cina, Australia e  Israele.
Inoltre la Pitaya rossa è originaria della Columbia, la Pitaya gialla è originaria del Vietnam. L’aspetto della pianta è quello di un arbusto con rami ricadenti, in particolare è una epifita, vive cioè sul tronco di altre piante che la sostengono. Il fusto è ricoperto da uno strato di cera che previene la disitratazione, le radici sono superficiali.

I fiori sono grandi, lungi fino a 30 cm , con petali bianchi, verdastri o gialli, durano solo un giorno e sono a fioritura notturna, probabilmente questo tipo di fioritura è stato adottato per proteggere la pianta dal clima arido in cui vive, ed evitare la disitratazione diurna. Dopo l’impollinazione notturna, quindi ad opera di pipistrelli o falene, cioè farfalle notturne, inizia la maturazione del frutto, la cui durata è di circa 30-50 giorni. Ci possono essere più fioriture in un anno. In genere non è permessa l’autoimpollinazione del fiore, ma solo l’impollinazione incrociata. Il frutto omonimo della pianta è detto anche “frutto del dragone”, e a maturazione pesa tra i 150 e i 600 g , ed è lungo fino a 12 cm, con forma ovale e allungata. La buccia è ricoperta di piccole spine che vengono rimosse dopo la raccolta. La buccia può essere rossa o gialla, se ha buccia rossa è più tondeggiante e presenta esteriormente delle lingue allungate e verdi che ne avvolgono la superficie. La polpa è rossa (Pitahaya della Costa Rica) o bianca con numerosi semini neri commestibili. Il sapore del frutto è dolce e la consistenza è morbida e cremosa, simile a quella di un fico d’india, si consuma al cucchiaio, anche con aggiunta di zucchero. Spesso i frutti vengono anche usati per preparare una bevanda detta agua de Pitaya.
Dal punto di vista nutrizionale il frutto è ricco di vitamina C , Sali minerali e antiossidanti.
Questa piante viene coltivata per i suoi frutti oppure come pianta da appartamento con valore ornamentale.

venerdì 19 novembre 2010

Rustico ricotta e melanzane


Era ora di aggiungere una ricetta salata ! questo rustico l’ho preparato domenica, la ricetta è facile e superveloce ;) Mi era stato raccomandato di preparare un rustico e il mio tocco personale è stato di sostituire il prosciutto con le melanzane, è venuto fuori un rustico alle verdure piuttosto buono, mi è sembrato.

Ingredienti :
-     4 uova
-     1 melanzana grande
-     250 g di formaggio tipo “emmenthal”
-     Formaggio grattugiato q.b.
-     Sale q.b.
-     Pepe
-     Rosmarino (facoltativo)
-     1 sfoglia
-     250 g di ricotta
Tagliare la melanzana a cubetti e friggerla in poco olio, aggiungere a piacere sale, pepe e rosmarino. In una scodella capiente mischiare le uova e la ricotta con lo sbattitore elettrico. Preparare il forno a 200°C . tagliare il formaggio a cubetti, a aggiungerlo agli ingredienti, appena sono dorate, far raffreddare e aggiungere le melanzane a cubetti. Infine aggiungere il formaggio grattugiato e aggiustare di sale. Imburrare una teglia rettangolare e disporre la sfoglia, versare il composto sulla sfoglia usando i margini per richiudere. Infornare per 40-50 minuti .
Bon appétit !

venerdì 12 novembre 2010

Erbario : il Tasso

Il tasso o Taxus Baccata è un albero coltivato con valore ornamentale, classificato tra le gimnosperme, l’albero appartiene alla famiglia delle Taxaceae nell’ordine delle Conifere, di cui le prima comparvero circa 300 milioni di anni fa, durante il Carbonifero. È un sempreverde e raggiunge un’altezza tra 10 e 20 metri. La crescita è lenta, infatti alcuni esemplari raggiungono 1500 o 2000 anni di vita. I rami sono bassi e la chioma ha forma globosa. La corteccia è di colore rosso brunastro. Le foglie lineari sono molto velenose e lunghe fino a 3 cm , di colore verde più scuro nella pagina superiore. L’impollinazione è anemofila, cioè non specializzata e ad opera del vento. La pianta non produce frutti, infatti solo le Angiosperme, le più evolute nel regno vegetale, producono veri fiori e frutti. Tuttavia sono presenti delle escrescenze carnose che ricoprono il seme, gli arilli, che da versi diventano rossi con la maturazione. Il seme è velenoso, mentre la polpa che forma l’arillo è commestibile, serve infatti ad attirare gli uccelli che se ne cibano, espellendo poi con le feci il seme che così viene disseminato. Il seme infatti è ricoperto da un robusto involucro che gli evita di essere attaccato dai succhi gastrici dell’animale, si parla di dispersione del seme endocoria. Senza il lavoro degli animali i semi cadrebbero nel terreno sottostante la pianta che li ha generati e non troverebbero, per questo, nutrienti sufficienti per la crescita di una nuova pianta. Dopo la disseminazione passano circa 2 anni prima che il seme sia pronto per germinare e permettere la fuoriuscita della pianta embrionale.
Il legno della pianta essendo resistente e flessibile in passato è stato molto usato per fabbricare armi da guerra, soprattutto archi.
Il nome della pianta deriva dal greco e significa “freccia”, essendo infatti molto velenoso veniva usato per realizzare freccia con la punta avvelenata. Per lo stesso motivo e anche perché usato come ornamento nei cimiteri viene detto “albero della morte”.
La Taxus Baccata cresce in Europa settentrionale, Nordafrica e Caucaso, in terreni umidi e ombrosi. In Italia è presente solo in zone di montagna, come nella foresta Umbra del Gargano.
I rami, le foglie e i semi di questo albero sono tossici, infatti al loro interno è depositato un alcaloide, la tassina, con funzioni difensive, che agisce come narcotico e paralizzante sull’uomo. È quindi una delle piante più tossiche presenti sul territorio italiano.

In breve tutte le parti della piante, tranne l’arillo, sono tossiche per l’uomo, e la tossicità resta anche dopo essicazione di parti della pianta o dopo la loro disitratazione.

lunedì 8 novembre 2010

Dal nostro universo : scoperte 5 galassie


Attraverso il fenomeno delle lenti gravitazionali nell’ambito del progetto H-ATLAS sono state osservate 5 nuove galassie. Esse si trovano a circa 11 miliardi di anni luce dalla Terra. Per questo si capisce che l’immagine captata risale a un periodo molto lontano nella storia del nostro universo.

Le lenti gravitazionali comportandosi come delle lenti di ingrandimento naturali sono in grado di riflettere la luce di galassie molto lontane da noi. Si ottiene un’immagine ingrandita che sarebbe impossibile ottenere con i normali telescopi, anche i più potenti. Questo fenomeno è una conseguenza della teoria della relatività generale di Einstein del 1916, la quale dice che un corpo con la sua massa può curvare lo spaziotempo che lo circonda, e cioè un raggio di luce che lo colpisce viene deviato da questo corpo. Se l’effetto lente come quello descritto è molto forte, la luce di una galassia può essere deviata dalle galassie vicine, così che la sua stessa immagine risulta ingrandita.

La rivista scientifica Science ha pubblicato un nuovo metodo usato dagli scienziati per scoprire le lenti gravitazionali. La sua scoperta è frutto della collaborazione di studiosi anche italiani. Osservando ampie zone dell’universo e come si distribuisce in esse la luminosità sarebbe quindi possibile rintracciare fenomeni di questo genere. In particolare la materia che provoca una simile deviazione di luce è principalmente materia oscura, che quindi può essere studiata a partire dallo studio di questi fenomeni.

Sempre in questo modo sono quindi state scoperte 5 antiche galassie. Le scoperte sono comunque state fatte nell’ambito di un vero progetto denominato Herschel Astrophysical Terahertz Large Area Survey (H-ATLAS) il cui scopo è osservare un’area tridimensionale della misura di 580 gradi quadrati su lunghezze d’onda tra 100 e 400 μm con strumenti denominati PACS e SPIRE istallati sul telescopio Herschel. Fino a novembre 2009 ben 14 gradi quadrati di superfice sono stati osservati.

Fonte : [ www.galileonet.it ]

Immagine : [ NASA/JPL-Caltech ]

sabato 6 novembre 2010

Scoperte nuove specie di rane in Tanzania

Sono state scoperte nuove specie di rane in Tanzania come annunciato sul Zoological Journal of the Linnean Society.

In Tanzania si trovano infatti le foreste dell’Eastern Arc, che sono un vero e proprio rifugio naturale per le specie in via di estinzione, e qui si può riscontrare per questo una fauna estremamente varia. Si tratta di un ambiente estremamente importante per la conservazione della biodiversità del nostro pianeta. Gli studiosi, in questi luoghi hanno scoperto 3 specie prima sconosciute di rane che appartengono al genere Callulina.

Si tratta di animali che secernono sostanze velenosi per difendersi e si nutrono di piccoli vertebrati, ed escono dai loro rifugi solo di notte. Sono interessanti perché diversamente da quanto avviene in genere per le rane, dalle loro uova non escono girini ma piccole rane. È probabile che quindi esse milioni di anni fa abbiano iniziato ad evolversi in modo autonomo dalle rane con cui oggi abbiamo solitamente a che fare.
Si tratta comunque di specie in via di estinzione. Il nome scientifico che è stato loro attibuito è Callulina laphami, C. shengena e C. stanley.

Fonte : [ www.galileonet.it ]

lunedì 1 novembre 2010

I risultati del Census of Marine Life (coml)

Il progetto MAR-ECO è partito nel 2000, e si tratta di una ricerca internazionale che fa parte di un progetto più ampio il Census of Marine Life, con lo scopo di fare un censimento delle numerosissime specie di animali marini. Le acque interessate da MAR-ECO sono state quelle nelle vicinanze della dorsale medio atlantica, una catena montuosa sottomarina che divide l’oceano atlantico in due, da nord a sud.
Le specie prima non conosciute e scoperte attraverso questa ricerca sono numerosissime.
I risultati sono disponibili dal 4 ottobre, e nel complesso quelli del Census of Marine Life sono molto interessanti : in questa ricerca hanno collaborato per 10 anni 2700 scienziati di 80 paesi, sono state individuate 250.000 nuove specie, e pubblicati 2600 articoli scientifici a riguardo. Della nuove specie circa 17.000 appartengono al bacino del Mediterraneo.
Tra le nuove specie scoperte c’è questo granchio freccia (Stenorhynchus seticornis), le sue zampe sottili sono lunghe  tre volte il resto del corpo, ed è stato osservato negli oceani che circondano le antille Olandesi.


Tra le creature più curiose c’è il pesce scatola o pesce cofano (Ostracion cubicus). Ha questa forma particolare perché il suo corpo è dotato id un esoscheletro protettivo che lo riveste interamente, escluse le pinne. Come arma difensiva è anche in grado di secernere muco tossico.

Questo è il calamaro di vetro e appartiene alla famiglia delle Cranchiidae . il corpo è cosparso di pallini a pois, che gli permettono di mimetizzarsi, con scopo difensivo. Inoltre alla luce del sole diventano praticamente invisibili, da giovani, poi da adulti si trasferiscono a grandi profondità negli oceani, anche 2.000 metri.


Queste a lato sono le uova che racchiudono i piccoli di alcuni polpi giganti del Pacifico  (Enteroctopus dofleini). La madre di questi polpi muore subito dopo la schiusura delle uova, una cosa non inusuale per i Cafalopodi. Una femmina depone tra le 18.000 e le 100.00 uova, la cui grandezza iniziale è simile ad un chicco di riso.
Questo è il polpo ad anelli blu (Hapalochlaena lunulata), che infatti presenta su tutto il corpo dei cerchietti di un blu acceso. È stato osservato nell’oceano Indiano, ed è lungo 20 centimetri. Tuttavia è molto velenoso, con un morso inietta un veleno letale da uccidere un uomo.

Fonte : [ www.focus.it ]
 

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