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lunedì 13 dicembre 2010

Il processo di "abituazione" per dimagrire

I risultati di un’interessante ricerca sono stati recentemente pubblicati su Science, è emerso che il metodo migliore per evitare di abbuffarsi di un certo cibo è “pensarlo” spesso. In altre parole se pensiamo di mangiare un bel gelato, più facilmente riusciremo poi a resistere alla tentazione di mangiarlo. Ciò che si verifica a livello del nostro cervello è stato indicato come “abituazione”, ed essa per un determinato oggetto viene controllata dai cinque sensi e anche dalla rappresentazione mentale che noi ci facciamo dell’oggetto stesso. Questa tecnica potrebbe essere usata nelle terapie del dimagrimento, ma come detto dai ricercatori, si potrebbero trovare applicazioni più interessanti. Queste scoperte potrebbero trovare applicazione infatti anche nelle terapie per smettere di fumare, di bere o contro la droga.

Fonte : [ www.galileonet.it ]

lunedì 1 novembre 2010

I risultati del Census of Marine Life (coml)

Il progetto MAR-ECO è partito nel 2000, e si tratta di una ricerca internazionale che fa parte di un progetto più ampio il Census of Marine Life, con lo scopo di fare un censimento delle numerosissime specie di animali marini. Le acque interessate da MAR-ECO sono state quelle nelle vicinanze della dorsale medio atlantica, una catena montuosa sottomarina che divide l’oceano atlantico in due, da nord a sud.
Le specie prima non conosciute e scoperte attraverso questa ricerca sono numerosissime.
I risultati sono disponibili dal 4 ottobre, e nel complesso quelli del Census of Marine Life sono molto interessanti : in questa ricerca hanno collaborato per 10 anni 2700 scienziati di 80 paesi, sono state individuate 250.000 nuove specie, e pubblicati 2600 articoli scientifici a riguardo. Della nuove specie circa 17.000 appartengono al bacino del Mediterraneo.
Tra le nuove specie scoperte c’è questo granchio freccia (Stenorhynchus seticornis), le sue zampe sottili sono lunghe  tre volte il resto del corpo, ed è stato osservato negli oceani che circondano le antille Olandesi.


Tra le creature più curiose c’è il pesce scatola o pesce cofano (Ostracion cubicus). Ha questa forma particolare perché il suo corpo è dotato id un esoscheletro protettivo che lo riveste interamente, escluse le pinne. Come arma difensiva è anche in grado di secernere muco tossico.

Questo è il calamaro di vetro e appartiene alla famiglia delle Cranchiidae . il corpo è cosparso di pallini a pois, che gli permettono di mimetizzarsi, con scopo difensivo. Inoltre alla luce del sole diventano praticamente invisibili, da giovani, poi da adulti si trasferiscono a grandi profondità negli oceani, anche 2.000 metri.


Queste a lato sono le uova che racchiudono i piccoli di alcuni polpi giganti del Pacifico  (Enteroctopus dofleini). La madre di questi polpi muore subito dopo la schiusura delle uova, una cosa non inusuale per i Cafalopodi. Una femmina depone tra le 18.000 e le 100.00 uova, la cui grandezza iniziale è simile ad un chicco di riso.
Questo è il polpo ad anelli blu (Hapalochlaena lunulata), che infatti presenta su tutto il corpo dei cerchietti di un blu acceso. È stato osservato nell’oceano Indiano, ed è lungo 20 centimetri. Tuttavia è molto velenoso, con un morso inietta un veleno letale da uccidere un uomo.

Fonte : [ www.focus.it ]

domenica 24 ottobre 2010

Nuove scoperte sull’origine delle galassie

Nuove ipotesi sono state avanzate sull’origine delle galassie. Le ricerche sono state condotte in Italia dagli studiosi dell’università di Firenze in collaborazione con l’INAF, i risultati sono stati divulgati dalla rivista scientifica Nature. Secondo gli studi le prime galassie si sono accresciute inglobando grandi quantità di gas, come idrogeno ed elio, in passato invece si riteneva che il loro accrescimento fosse dovuto allo scontro con altre galassie, oppure oggetti simili, di dimensioni più grandi. L’ipotesi è stata avvalorata da recenti osservazioni di gas all’interno delle galassie, ma soprattutto dall’analisi di questo gas attraverso sofisticate apparecchiature. Le osservazioni hanno fatto concludere gli studiosi che i gas pesanti  si addensano alla periferia delle galassie, mentre al centro c’è quasi esclusivamente idrogeno. Questo gas è del resto fondamentale per la formazione e l’accrescimento delle stelle della galassia.
Fonte : [ www.asi.it ]

venerdì 22 ottobre 2010

Scoperta correlazione tra bombi e bocche di leone


L’evoluzione fiore e insetto è strettamente correlata. La pianta infatti non può sopravvivere se l’insetto non provvede a disseminare il suo polline, di cui l’insetto si nutre. Una stretta correlazione di questo tipo esiste in natura tra i bombi e le bocche di leone, le quali vengono riconosciute dell’insetto in base al labbro del fiore, è questa la testimonianza di un’evoluzione strettamente finalizzata ad attirare questo tipo di insetto. I bombi, infatti, molto simili alle api, essendo pelosi, piccoli e succhiatori, non masticatori, sono gli animali ideali per l’impollinazione, non rovinano il fiore e al loro pelo si attaccano facilmente i piccoli granelli di polline. È stato scoperto che in generale i bombi vengono attratti da tutti i fiori i cui petali presentino delle venature, soprattutto se di colore rosso, quindi questi fiori favoriscono la riproduzioni di questi insetti.

I risultati di questo studio del John Innes Centre e del New Zealand Institute for Plant & Food Research potranno essere utili per diminuire le colonie di bombi.
Fonte : [ www.galileonet.it ]

lunedì 18 ottobre 2010

Più ti guardo, più ti desidero

 
Sembra che il tempo di osservazione di un oggetto influisca sul desiderio di possedere quest’ultimo. Da recenti studi pubblicati su Nature, frutto del lavoro degli studiosi del California Institute of Technology, si è dimostrato che se un essere umano osserva due oggetti attraenti, come dei cibi appetitosi, alla fine sceglie e desidera di più quello che ha osservato più a lungo. Si potrebbero quindi fare nuove scoperte sui processi che determinano le nostre decisioni, anche in casi di persone affette da autismo, le quali mostrano difficoltà nel prendere decisioni nella vita sociale.
Fonte : [ www.galileonet.it ]

giovedì 14 ottobre 2010

I terremoti si possono prevedere?

Degli importanti studi sull’attrito a livello microscopico pubblicati su Science e relativi all’Università Ebraica di Gerusalemme hanno dimostrato che le forze che si creano tra due superfici a contatto non sono uniformi. Fino ad ora si era invece creduto che fossero più o meno uniformi. Si ritiene anche che da questi studi potrebbe essere possibile prevedere i terremoti, intesi come fenomeni di attrito macroscopici. 

Infatti l’intensità delle forze di attrito tra due superfici che scorrono tra loro, o due placche tettoniche, determina la velocità con cui tali forze si rompono e poi si riformano. Si ritiene che quindi i terremoti possano essere considerati come dei fenomeni di attrito su scala macroscopica e ampliando le conoscenze dei fenomeni di attrito che riguardano superfici più o meno piccole, si possa anche arrivare a prevedere il luogo in cui si scatenerà un terremoto.
Fonte : [ www.galileonet.it ]

venerdì 8 ottobre 2010

Scoperte delle impronte di dinosauri sulle Alpi

 
Sulle Alpi del trentino sono state scoperte 3 impronte di dinosauri, ognuna è composta da 3 dita con artigli, e sono lunghe 30 cm . Si ritiene appartengano a dinosauri del genere Dilophosaurus, che furono carnivori e bipedi, alti oltre 2 metri, e del peso di circa 400 chili. Gli studi sulla datazione hanno permesso di stabilire che queste impronte risalgono a circa 200 milioni di anni fa, cioè al periodo del Giurassico inferiore. La scoperta è importante perché da precedenti studi sulla zona si riteneva che in quel periodo essa fosse sommersa dalle acque. Si tratta di impronte simili a quelle già rinvenute in Polonia, Francia, Scandinavia e Nord America. Si ritiene per questo che le impronte appartenessero a dinosauri europei che si trovavano su un litorale in prossimità del mare. 
La scoperta, che risale a settembre, è di Marco Avanzino del Museo di scienze naturali di Trieste.
Fonte : [ www.galileonet.it ]


Il Dilofosauro (Dilophosaurus) è uno dei dinosauri carnivori più antichi del pianeta, essendo vissuto circa 190 milioni di anni fa. Aveva una testa molto grande rispetto al collo e al corpo, lunga fino a 2 metri. I piedi erano simili a quelli di un uccello. Era inoltre dotato di una cresta sul capo, forse come segnale di riconoscimento. Le “mani” avevano 4 dita, di cui 3 avevano artigli. Si ritiene che fosse piuttosto agile, e forse era anche in grado di nuotare. La sua specie viene inclusa nella famiglia Dilophosauridae.

giovedì 7 ottobre 2010

Studi su di un virus risalente a circa 19 milioni di anni fa

 
I biologi dell’Università del Texas studiando il DNA di uccelli fossili, hanno trovato tracce di alcuni virus, che sembra infettò il fegato di questi vertebrati. Il virus scoperto inoltre sembra essere molto simile all’attuale virus dell’epatite B . I risultati sono stati pubblicati su PLoS Biology. Le scoperte fatte sono molto importanti perché evidenziano che per studiare l’evoluzione dei virus si deve studiare il DNA degli organismi infettati. I virus infatti non lasciano fossili e subiscono mutazioni molto velocemente. 

I virus silenti integrano il loro dna a quello delle cellule non somatiche dell’organismo, quindi si trasmettono da una generazione all’altra, quindi diventano una sorta di ‘fossili molecolari’ che possono essere studiati dai ricercatori.

martedì 5 ottobre 2010

Risultati degli studi sul fossile di pinguino “Pedro”

 
Come pubblicato sulla rivista Science, da un recente studio della University of Texas è emerso che i pinguini che vivevano in Perù circa 36 milioni di anni fa erano alti circa 1,5 metri. Il loro piumaggio era rossastro, marrone e grigio. Questi studi sono stati fatti dopo il ritrovamento nel 2007 del primo fossile di pinguino gigante che presentava ancora delle squame sul corpo. Il nome della specie è Inkayacu paracasensis.

Fonte : [ www.galileonet.it ]

lunedì 27 settembre 2010

Il senso di colpa nel nostro cervello

Il senso di colpa è un’emozione complessa, e come tale sembra che ci sia un’apposita area del cervello che la gestisce. Le ultime scoperte provengono da ricercatori italiani che fanno parte del Laboratorio di Neuroimmagini della Fondazione Santa Lucia di Roma. Le loro ricerche hanno individuato le zone del nostro cervello coinvolte nella percezione di questo sentimento ( la corteccia del cingolo anteriore e del cingolo posteriore) , e hanno permesso di distinguere un senso di colpa “deotologico”, che si può provare quando ci si discosta dalle leggi morali della società, da uno “altruistico”, che si può provare davanti ad una ingiustizia. 

Fonte : [ www.galileonet.it ]

domenica 12 settembre 2010

Le formiche regine e le formiche comuni : nuove scoperte sul loro DNA


La rivista Science ha pubblicato nuove interessanti scoperte sul DNA delle formiche. Emerge che le formiche regine hanno lo stesso DNA delle formiche comuni, solo che, dalle nuove scoperte è emerso che esso viene letto in modo diverso. In questo modo viene determinato il ruolo dell’insetto nella colonia, la sua longevità e il suo comportamento. 

Sembra che a determinare la diversa lettura sia l’attivazione o il silenziamento di appositi geni. Le formiche saltatrici e rodilegno hanno il 33% di DNA uguale a quello umano.
Fonte : [ www.galileonet.it ]

mercoledì 28 luglio 2010

L’emopressina è l’ormone che regola il ciclo veglia-sonno

Il Journal of Medicinal food ha recentemente pubblicato una importante scoperta che arriva dall’America. Risulta che l’ormone emopressina, secreto dalla ghiandola ipofisi, situata nel cervello, è in grado di regolare il ciclo sonno – veglia con il variare della sua concentrazione nel sangue. Questo ormone è contenuto nel succo di ciliegia, quindi si ritiene che bere succo di ciliegia possa guarire dall’insonnia.

domenica 25 luglio 2010

Nuove datazioni nella storia dell’antico Egitto


Gli studiosi dell’università di Oxford hanno effettuato analisi con il carbonio-14 su 211 reperti di piante e  altri vegetali risalenti al periodo dell’antico Egitto per ricostruire la storia dell’antico impero, in questo modo è stato possibile confermare molte date storiche del regno con una precisione mai raggiunta prima, anche se in molti casi ancora non è possibile indicare una data precisa piuttosto di un intervallo di tempo. Per es. sembra che il regno antico non ebbe inizio intorno al 1530 a.C., ma già tra il 1570 e il 1544 a.C. . I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science.

Fonte: [ www.galileonet.it ]

venerdì 23 luglio 2010

Chi è depresso vede i colori più opachi


L’università di Friburgo ha portato a termine delle ricerche sulla depressione i cui risultati sono stati riportati su Biological Psychiatry. E' stato dimostrato che la depressione influenza le capacità visive, infatti in chi è depresso i colori sono visti più opachi. Nei depressi i neuroni visivi funzionano di meno per questo i contrasti sono percepiti di meno e diminuisce la capacità di distinguere i colori.

mercoledì 21 luglio 2010

L'impollinazione entomofila ha origini molto antiche



Uno studio pubblicato sulla rivista britannica Biology Letters a giugno ha dimostrato che l’impollinazione entomofila del fico ha avuto origine oltre 34 milioni di anni fa.
Con l’uso del microscopio elettronico a scansione è stato possibile osservare un fossile di vespa del fico ritrovato nel 1920 nell’isola di Wight e si è dedotto che questo insetto è rimasto praticamente immutato per 34 milioni di anni.

Fonte: [ www.galileonet.it ]

 

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