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sabato 23 ottobre 2010

Erbario : il castagno

L’albero della castagna è la Castanea sativa, della famiglia delle Fagaceae, nota anche come castagno europeo. L’albero è alto dai 10 ai 30 metri e vive oltre mille anni, per questo è a crescita lenta. Il castagno europeo è di origine mediterranea e cresce tra i 300 e i 100 metri di altezza in terreni acidi e fertili. Le foglie sono dicotiledoni, cioè con due foglioline embrionali, con i margini seghettati, caduche, ovali e parallelinervie. I primi frutti vengono portati dalla pianta dopo i primi 15 anni di vita, e sono racchiusi in ricci spinosi con funzione protettiva. Ogni riccio contiene fino a 3 castagne. Il nome botanico di questi frutti è acheni, e in passato venivano usati soprattutto per la produzione della farina, mentre l’albero per il legname.
Le castagne sono tra i frutti autunnali tipici, e si trovano da settembre a dicembre.
Le castagne sono ricche di sostanze nutritive, come amido, cioè carboidrati complessi, che tuttavia con la cottura in gran parte si trasforma in zuccheri semplici che rendono questa frutta secca particolarmente dolce. Contengono anche fibre, potassio e vitamina b1 e b6 in buone quantità. Utili per curare le malattie intestinali, renali, alle ossa, oltre che per curare il sistema nervoso, muscolare e circolatorio, con proprietà antianemiche. Hanno inoltre proprietà lassative e antisettiche.
La comparsa del castagno in Europa risale a circa 60 milioni di anni fa come testimoniato dai resti fossili di pollini, foglie e frutti. La sua diffusione subì una riduzione dopo l’ultima glaciazione, per tornare ad espandersi successivamente.
La cultura del castagno fu favorita dai Greci e dai Romani, continuò dopo di loro nel Medioevo. In particolare durante il periodo romano i pollini di castagno raggiunsero il 48% dei pollini della flora totale. Ebbe successo come alimento dei poveri, e nel IV secolo a.C. Senofonte lo definì ‘albero del pane’. In quel periodo le castagne venivano usate anche per il baratto. Tuttavia a partire dal Rinascimento la cultura di questo albero subì un declino che si accentuò a partire dal 1800. Oggi la sua cultura è molto ridimensionata rispetto al passato, e dell’albero interessano quasi esclusivamente i frutti, mentre le farine si usano solo per la pasticceria. In Italia il castagno cresce alle basi dell’Etna, nell’area basale delle Alpi e nella zona dell’Appennino.
Il legno del castagno è inoltre ricco di tannini con proprietà astringenti che per questo trovano impiego in erboristeria.
Fonte : [ it.wikipedia.org ]

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